IDRAULICO BOLOGNA a disposizione tutti i giorni dell'anno

Michele Basile

Idraulico Bologna 338.7531057

Pronto Intervento Idraulico 24 ore su 24
Da oltre 25 anni Idraulico Bologna offre una vasta gamma di servizi per ogni esigenza di idraulica. Dalla disotturazione di tubi alla riparazione di perdite di acqua e gas, dalla sostituzione di caldaie all'installazione di climatizzatori fino al rifacimento completo del bagno e della cucina. Lavoriamo come idraulici in tutta Bologna e provincia, garantendo massima puntualità per pronto interventi urgenti 24 ore su 24. Siamo a disposizione tutti i giorni dell'anno,compresa la domenica e i festivi (Natale, Capodanno, Epifania, Pasqua, Pasquetta, Festa di Liberazione, Festa della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti).

Anche OGGI è attivo 24 su 24h il nostro servizio di Idraulico Bologna Urgente, quindi contattaci ora per un intervento immediato su tutta Bologna e Provincia!

Hai bisogno con un urgenza di un idraulico a Bologna? La tua caldaia deve essere riparata al più presto o non sai come gestire la ricerca di perdite di acqua all'interno della tua casa? In questi casi non occorre che ti faccia prendere dal panico, perché siamo qui noi, pronti a fornirti tutto il supporto tecnico di cui potresti aver bisogno. Il nostro servizio di pronto intervento idraulico a Bologna ti raggiunge in ogni parte della città ed in qualsiasi paese della provincia, piccolo o grande che sia, per prendere in carico i lavori di riparazione caldaia o di assistenza ai condizionatori.

Il nostro team di idraulici di Bologna è operativo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per assicurarti una risoluzione rapida ed efficiente del problema. Qualunque sia il tipo di guasto o di emergenza che affligge il tuo sistema idraulico, puoi contare sulla professionalità e sulla convenienza dei nostri idraulici a Bologna, pronti a risolvere il tuo problema in tempi rapidi e senza chiederti di sborsare cifre esorbitanti.

Avere in casa uno scaldabagno o una caldaia non funzionante al 100% può essere una grande seccatura, soprattutto se non si vuole aspettare secoli prima di trovare un idraulico affidabile, serio e poco costoso. Se queste sono le caratteristiche che cerchi in un servizio di idraulico Bologna pronto intervento, sappiamo essere decisamente all'altezza delle tue aspettative. Tutto quello che ti rimane da fare, in caso di bisogno, è contattare il nostro numero di telefono e segnalare il tipo di guasto o di assistenza di cui il tuo impianto idraulico ha bisogno. Il nostro idraulico altamente qualificato, è pronto a raggiungerti in un batter d'occhio, pianificando con te i tempi e le modalità dell'intervento.

Grazie alla grande esperienza acquisita sul campo nei numerosi anni di attività, siamo in grado di gestire al meglio ogni tipo di emergenza, dalla semplice sostituzione di scaldabagni alla più impegnativa ricerca dell'origine delle perdite di acqua che compromettono il tuo impianto idraulico. Il nostro servizio di pronto intervento idraulico a Bologna, come nel resto della provincia, si occupa anche delle operazioni più complesse e delicate come lo spurgo di pozzi neri, garantendoti sempre e comunque tutta la serietà che stai cercando.

Quindi cosa attendi? Se sei alla ricerca di un servizio di Pronto Intervento Idraulico Urgente Chiamaci Ora e interverremo in tempi ultra rapidi, altrimenti per tutte le altre richieste puoi inviarci una richiesta mediante il modulo presente sul sito.

Idraulico urgente a Bologna? Ci pensiamo noi!

Michele Basile

Idraulico Bologna 338.7531057

Esperienza e determinazione al servizio di una sempre maggiore capacita' risolutiva

ABITAZIONI CIVILI: impianti idro-termo-sanitari, antincendio e gas metano
Ogni abitazione è diversa dall'altra ed è per questo che dedico un'attenzione scrupolosa ad ogni richiesta della Clientela affinché ogni soluzione sia davvero misura di necessità.

FABBRICATI AD USO INDUSTRIALE: impianti idro-termo-sanitari, centrali termiche, rete distribuzione vapore ed aria compressa, impianto acqua refrigerata, impianti di condizionamento
Il mio lavoro è rendere efficiente e confortevole lo spazio dove si svolge il vostro. Le mie competenze, risultato di anni di esperienza, garantiscono le migliori soluzioni anche in ambito industriale.

ISTITUTI BANCARI: impianti idro-termo-sanitari, antincendio, condizionamento, adeguamenti impianti alla Legge 626/94
Dove regna la sicurezza, la sicurezza di poter fare affidamento su impianti nel pieno rispetto delle norme vigenti oltre che della serietà e dell'assoluta efficienza tecnica.

ENTI PUBBLICI: impianti idro-termo-sanitari, antincendio, aria primaria, centrale termica
La capacità e le migliori soluzioni per garantire il comfort e la serenità del pubblico; senza limiti di dimensioni.

Idraulico Bologna e provincia Tel. 338.7531057

L'utilizzazione dei liquidi, in particolare dell'acqua

L' idraulica è la scienza che studia l'utilizzazione dei liquidi, in particolare dell'acqua. La meccanica dei fluidi ne costituisce la base teorica. La parola "idraulica" deriva dalla parola greca ὑδραυλικός (hydraulikos) composta da ὕδωρ (hydor) che significa acqua e αὐλός (aulos) che significa condotta.

Branche fondamentali dell'idraulica sono lo studio delle condotte in pressione, canali a pelo libero e foronomia.

I primi impieghi della forza dell'acqua risalgono alla Mesopotamia e all'Egitto, dove l'irrigazione è stato usata sin dal VI millennio a.C. e orologi ad acqua erano usati dal II millennio a.C. Altri primi esempi di uso della forza dell'acqua includono il sistema dei qanat nell'antica Persia e il sistema idrico di Turfan nell'antica Cina.

I Greci continuarono e migliorarono la costruzione di sistemi idraulici. Un esempio famoso è la costruzione di Eupalinos, nell'ambito di un appalto pubblico, di un canale di irrigazione per Samos. Un primo esempio di utilizzo della ruota idraulica, probabilmente il più antico in Europa, è la ruota Perachora (III secolo a.C.)[1] .

Degna di nota è la costruzione di automi idraulici da parte di Ctesibio (270 a.C. circa) ed Erone di Alessandria (10-80 d.C. circa). Erone descrive una serie di macchine funzionanti con energia idraulica, come una pompa, conosciuta da molti siti romani per essere stata utilizzata per sollevare l'acqua e in pompe antincendio, per esempio.

Nella Cina antica c'erano Sunshu Ao (VI secolo a.C.), Ximen Bao (V secolo a.C.), Du Shi (31 d.C. circa), Zhang Heng (78-139 d.C.), e Ma Jun (200 - 265 d.C.), mentre nella Cina medievale c'erano Su Song (1020 - 1101 d.C.) e Shen Kuo (1031-1095 d.C.) che si distinsero per gli studi sull'idraulica. Du Shi impiegò una ruota idraulica per alimentare il mantice di un altoforno per produzione di ghisa, mentre Zhang Heng fu il primo a impiegare idraulica per fornire la forza motrice per rotazione di una sfera armillare per l'osservazione astronomica.

Si ritiene che la Roma imperiale ricevesse oltre un milione di metri cubi d'acqua al giorno, che per la maggior parte rifornivano le case di privati per mezzo di condotte di piombo. A Roma confluivano almeno una dozzina di acquedotti a cielo aperto, con una vasta rete sotterranea, eccettuati gli ultimi 16 km in pianura dove si preferirono gli acquedotti sopraelevati che, assicurando una maggiore pressione all'utenza finale, facilitavano la distribuzione. Gli acquedotti romani erano delle opere ingegneristiche enormi: per costruire l'acquedotto Claudio fu necessario trasportare per ben 14 anni quarantamila carri di tufo all'anno.
Il Pont du Gard a Nîmes.
L'interno dell'acquedotto sul Gard.

Nelle province spesso gli acquedotti attraversavano profonde vallate, come a Nîmes, dove il Pont du Gard lungo 175 metri ha un'altezza massima di 49 metri, e a Segovia (in Spagna) dove un ponte/acquedotto di 805 metri è ancora in funzione.

I romani scavarono anche canali per migliorare il drenaggio dei fiumi in tutta Europa e per la navigazione, come nel caso del canale Reno-Mosa, lungo 37 km, che eliminava il passaggio per mare. In questo campo la loro opera più grande rimase il prosciugamento del lago Fucino, realizzato costruendo all'interno della montagna una galleria di 5,5 km, primato insuperato fino al 1870, con la costruzione della galleria ferroviaria del Moncenisio.

Porto era il golfo artificiale costruito dopo quello di Ostia al tempo dei primi imperatori: il suo bacino interno esagonale aveva un fondale di 4-5 m, una larghezza di 800 metri, banchine di mattoni e calcestruzzo e un fondo di blocchi di pietra per facilitarne il drenaggio.

Nel Medio Evo importante fu il contributo dato all'idraulica dal mondo arabo. Nell'area geografica interessata al primo sviluppo della civiltà araba, furono realizzate importanti opere di canalizzazione per la bonifica e per la distribuzione dell'acqua, con largo impiego del sifone, pressoché sconosciuto precedentemente. L'Islam inoltre assicurò la continuità della conoscenza con le civiltà antiche, in particolar modo con la cultura alessandrina. Quando nel Rinascimento si riscopri la civiltà classica e la sua scienza, in realtà si disponeva di tecniche molto più evolute che nell'antichità e di strumenti matematici molto più versatili quali la numerazione araba e l'algebra, anch'essa di derivazione araba.

Dei numerosi architetti che operarono nel Rinascimento il più significativo e più versatile fu Leonardo da Vinci (1452-1519). A Leonardo è dovuta una prima versione della conservazione della massa in un corso d'acqua, in cui il prodotto tra la velocità media dell'acqua in una sezione e l'area della sezione medesima è costante; sempre Leonardo osservò che la velocità dell'acqua è massima al centro del fiume, e minima sui bordi.[2]

Le norie, ruote idrauliche per il sollevamento delle acque, ad Hama (Siria)

La principale fonte "inanimata"[3] di energia dell'antichità fu il cosiddetto mulino greco, costituito da un asse di legno verticale nella cui parte bassa vi era una serie di palette immerse nell'acqua. Tale tipo di mulino venne usato principalmente per macinare il grano: l'asse passava attraverso la macina inferiore e faceva ruotare quella superiore, a cui era solidale. Mulini di questa specie richiedevano una corrente di acqua rapida ed avevano avuto origine nelle regioni collinose del Vicino Oriente[4]. Tali mulini avevano in genere dimensioni contenute ed erano piuttosto lenti; la macina infatti girava alla stessa velocità della ruota, essi erano quindi adatti a macinare piccole quantità di grano ed il loro uso era puramente locale. Tuttavia essi possono essere considerati i precursori della turbina idraulica ed il loro uso si è protratto per più di tremila anni.

Un tipo di mulino idraulico ad asse orizzontale e ruota verticale fu progettato nel I secolo a.C. dall'ingegnere militare Vitruvio. L'ispirazione può essergli venuta dalla ruota persiana (o saqìya), un congegno per sollevare l'acqua consistente in una serie di recipienti disposti lungo la circonferenza di una ruota, fatta girare da forza umana o animale. Questa ruota era usata in Egitto nel IV secolo a.C. e Vitruvio ne descrisse una più efficiente modificazione, conosciuta come ruota a tazze; la ruota idraulica vitruviana è sostanzialmente una ruota a tazze funzionante in modo contrario.
Mulino galleggiante a Mura (Slovenia)

Progettata per la macinazione del grano, la ruota era collegata alla macina mobile per mezzo di ingranaggi lignei, che davano una riduzione di circa 5:1. I primi mulini di questo tipo erano del tipo "con l'acqua che passa sotto".

Più tardi si provò che una ruota alimentata dall'alto era più efficiente, in quanto sfruttava anche la differenza di peso tra le tazze piene e quelle vuote. Tali ruote, benché più efficienti, richiedevano un considerevole impianto aggiuntivo per assicurare il regolare rifornimento idrico: comunemente si arginava il corso d'acqua in modo da formare un bacino, dal quale un canale di scarico portava un flusso regolare alla ruota.

Questo tipo di mulino fornì una sorgente di energia maggiore di quelle disponibili in precedenza, e non solo rivoluzionò la macinazione, ma aprì la via alla meccanizzazione di molte altre operazioni industriali. Un mulino romano a Venafro del tipo di quelli alimentati di sotto, con ruota di circa 2 metri di diametro, poteva macinare circa 180 kg di grano in un'ora, il che corrisponderebbe ad una potenza di circa tre cavalli vapore; un mulino azionato da un asino o da due uomini poteva invece macinare 4,5 kg all'ora.

Dal IV secolo d.C. nell' Impero Romano furono installati mulini di notevoli dimensioni. A Barbegal, vicino ad Arles, nel 310 venivano usate per la macinazione del grano 16 ruote alimentate per disopra, che avevano un diametro fino a 2,7 metri; ciascuna di esse azionava, attraverso ingranaggi lignei, due macine: la capacità di macinazione complessiva era di 3 tonnellate all'ora, sufficienti al fabbisogno di una popolazione di 80.000 abitanti (e la popolazione di Arles a quel tempo non superava i 10.000 abitanti); il mulino serviva quindi una vasta zona.

È sorprendente che il mulino di Vitruvio non venisse comunemente usato nell'Impero Romano fino al III e IV secolo. Essendo disponibili gli schiavi ed altra mano d'opera a basso prezzo, vi era uno scarso incentivo a impegnare del capitale; si dice poi che l'imperatore Vespasiano (69-79 d.C.) si sia opposto all'uso dell'energia idraulica, perché questa avrebbe recato disoccupazione.

Nel Medio Evo la ruota idraulica fu largamente usata in Europa per una grande varietà di usi industriali. Il Domesday book, il catasto inglese compilato nel 1086, ad esempio cita 5624 mulini ad acqua quasi tutti del tipo vitruviano. Tali mulini vennero usati per azionare segherie, follatoi, frantoi di minerali oltre che di cereali, mulini a pestelli per la lavorazione dei metalli, per alimentare i mantici delle fornaci e per una varietà di altri congegni. Ebbero in questo modo una grande importanza anche sulla ridistribuzione geografica delle attività industriali.

Un'altra fonte di energia sviluppatasi nel Medio Evo fu il mulino a vento. Sviluppatosi in Persia nel VII secolo, pare che sia derivato dalle più antiche ruote di preghiere azionate dal vento usate nell'Asia centrale. Un'altra congettura, plausibile, ma non dimostrata, è che il mulino a vento derivi dalle vele delle navi. Durante il X secolo esso era largamente usato in Persia per pompare acqua e macinare frumento.

I mulini persiani erano costituiti da un edificio a due piani: nel piano inferiore si trovava una ruota orizzontale azionata da sei o dodici ali atte a prendere il vento, collegate ad un asse verticale, che trasmetteva il movimento alle macine situate al piano superiore, con una disposizione che ricorda quella dei mulini greci ad acqua. I mulini a vento ad asse orizzontale si svilupparono in Europa settentrionale attorno al XIII secolo.

Installa Climatizzatore Bologna

MB IMPIANTI di Basile Michele - Tel. 338.7531057

Climatizzatori Bologna, climatizzatore bologna, climatizzatore

INSTALLAZIONE CLIMATIZZATORE BOLOGNA H24 - NO COSTO CHIAMATA!

Preventivo gratuito x Climatizzatore Bologna e provincia

Canalizzare e trattare l'aria con un climatizzazione a Bologna significa migliorare la qualità della propria vita e del proprio lavoro.

L'esperienza maturata nel settore del climatizzatore è l'utilizzo delle migliori case produttrici, quali Mitsubishi, Daikin, Hitachi, Fujitsu e LG Art Cool, garantiscono un lavoro di alta qualità con la massima cura nei dettagli.

Ogni climatizzatore contribuisce sia a portare maggiore benessere negli ambienti domestici e lavorativi che a migliorare stabilità e rendimento dei processi produttivi.
Canalizzare e trattare l'aria, con un impianto di climatizzazione o di ventilazione, significa migliorare la qualità della propria vita e del proprio lavoro.

MB IMPIANTI di Basile Michele, con affidabilità e trasparenza, realizza, seguendo progettazione, installazione e manutenzione, impianti di climatizzazione e ventilazione per ogni tipo di edificio, fabbricato e ambiente, pubblico e privato, ad uso civile, commerciale o industriale, con sopralluoghi accurati e individuazione del miglior sistema da applicare, coniugando comfort, salute e necessità del committente con le competenze di tecnici specializzati in grado di scegliere e utilizzare le tecnologie più moderne nel rispetto di sicurezza normativa e risparmio energetico, cooperando con le migliori aziende fornitrici presenti sul mercato.

Ogni intervento dell'azienda, sia rivolto al raffreddamento dell'aria durante la stagione estiva o al suo riscaldamento durante l'inverno, oppure tratti la depurazione e l'aspirazione dell'aria, è frutto della continua ricerca di nuove tecniche e dell'applicazione delle più recenti tecnologie di controllo elettronico ed elettromeccanico, per stimolare e soddisfare pienamente ogni cliente nelle situazioni più disparate e peculiari.

Tra le marche di climatizzatori commercializzati e assistiti da MB Impianti troviamo:

  • MITSUBISHI
  • DAIKIN
  • LG
  • HITACHI
  • FUJITSU
  • ARISTON
  • VAILANT

Contattami per un preventivo gratuito del tuo climatizzatore Bologna e provincia Tel. 338.7531057

Il climatizzatore è una macchina termica, pompa di calore, atta alla regolazione del clima in un ambiente. Esso può produrre calore o frescura regolando temperatura e umidità dell'ambiente climatizzato. Esistono climatizzatori per ambienti chiusi, come abitazioni e uffici, oppure per altre applicazioni quali, ad esempio, la gestione climatica all'interno di autovetture e aeromobili.

Il climatizzatore basa il proprio funzionamento sul ciclo inverso della macchina di Carnot e/o macchina frigorifera. La macchina assorbe calore (Q2) dal serbatoio freddo e lavoro (L) dall'esterno per riversare calore (Q1) nel serbatoio caldo. Scopo del ciclo frigorifero è di trasferire calore da una sorgente a temperatura più bassa a un'altra a temperatura superiore: per il secondo principio della termodinamica tale risultato è possibile solo se esiste un effetto compensatore.

È quindi una macchina capace di trasferire una certa quantità di calore dall'ambiente interno, da refrigerare, all'ambiente esterno, con un funzionamento sostanzialmente paragonabile a quello del congelatore o del frigorifero.

Contattami per un preventivo gratuito per il tuo CLIMATIZZATORE BOLOGNA.

CLIMATIZZATORE BOLOGNA | CLIMATIZZATORE BOLOGNA | CLIMATIZZATORE BOLOGNA | CLIMATIZZATORE BOLOGNA

Il condizionatore d'aria

Il condizionatore d'aria è una macchina in grado di sviluppare calore sensibile (positivo o negativo) che viene scambiato con un fluido, il quale messo a sua volta in circolazione cede tale calore ad un ambiente allo scopo di innalzarne o abbassarne la temperatura.

Intorno al 1911 Willis Carrier (Stati Uniti) sfruttò i passaggi di stato di un gas in modo da ottenere una variazione sia positiva ("caldo") sia negativa ("freddo") dell'ambiente circostante.[senza fonte] Tuttavia lo scopo per cui venne implementato ed utilizzato tale sistema non era inizialmente quello di ottenere il freddo, ma di deumidificare l'aria. Carrier lavorava come ingegnere in una compagnia che forniva impianti industriali. Il metodo dell'evaporazione di un liquido a bassa temperatura di evaporazione era già conosciuto in precedenza, ma con perdita della sostanza (ammoniaca), e quindi non utilizzabile per usi continui; Carrier ideò il sistema per recuperarla in un circuito chiuso. Dopo un anno di lavoro gli venne affidato il compito di risolvere il problema del controllo dell'umidità dell'aria in una tipografia di Brooklyn, dove la carta era appunto inutilizzabile a causa dell'eccessiva umidità nell'aria (raggrinziva).

In passato per risolvere questo problema veniva aumentata la velocità dell'aria, o si apriva qualche finestra per contrastare l'umidità con una corrente opposta. L'umidità era anche un grave problema in termini di produttività, perché portava ad un'interruzione dell'attività degli operai e quindi del lavoro. Carrier completò il primo progetto di un impianto di condizionamento dell'aria il 17 luglio del 1902; la tecnologia che stava alla base del suo impianto è simile a quella degli impianti che troviamo in commercio oggi.

Il termine "aria condizionata" risale a Stuart W. Cramer, che si interessò come Carrier allo studio dell'umidità e del condizionamento dell'aria.

Schema di una pompa di calore
1. Condensatore (lato caldo)
2. Valvola di espansione
3. Evaporatore (lato freddo)
4. Compressore

Il funzionamento di un condizionatore d'aria si basa sull'utilizzo di un ciclo termodinamico.

Il condizionatore è in genere costituito da seguenti elementi essenziali:

* il compressore
* il condensatore
* l'evaporante
* l'organo di laminazione.

A completare il condizionatore, oltre a queste parti vi è il gas, che ha la funzione di fluido termovettore.

I gas più utilizzati nei condizionatori d'aria sono (o sono stati):

* R12: condizionatori industriali (ormai fuori legge);
* R22: condizionatori civili e terziario (ormai fuori legge);
* R407c: condizionatori civili e terziario;
* R410a: condizionatori civili e terziario.

Vi sono poi una serie di componenti ed accessori che servono a completare il funzionamento del sistema, come ad esempio: valvole, pressostati, ventilatori, telecomando, sonde, schede elettroniche.

Negli impieghi civili è comune la configurazione che presenta due unità separate:

* un'unità esterna, ospitante il motore del condizionatore caratterizzata dalla ventola radiale
* un'unità interna (lo split), che provvede a mettere in circolo l'aria (condizionata o meno), distribuendola nei locali attraverso un'apposita feritoia.

I condizionatori d'aria possono essere costituiti da due unità, una detta unità interna e la seconda detta unità esterna. Tra le due unità corrono due tubi in rame ed i collegamenti di controllo e comando, mentre l'alimentazione elettrica solitamente viene portata solo all'unità esterna.

Entrambe le due unità necessitano di uno scarico per evacuare l'acqua che si forma per condensazione. Ultimamente sono entrate in commercio macchine formate da un unico elemento le quali, se addossate ad una parete, assolvono ad entrambe le funzioni di quelle prima descritte ma con notevoli limiti di rendimento.

Le unità interne poi possono essere distinte in cinque tipologie costruttive:

* a muro: per installazioni a muro in posizione alta;
* a pavimento: tipo fancoil;
* a consolle: per installazione a soffitto senza controsoffitto;
* a cassetta: per installazioni ad incasso nei controsoffitti;
* canalizzabili: per l'installazione assiemata a condotti d'aria ed anemostati.


I condizionatori si dividono in due grandi famiglie:

* quelli chiamati solo freddo
* quelli detti a pompa di calore.

La differenza sostanziale è che quelli a pompa di calore, oltre a raffreddare l'aria in estate, in inverno possono anche riscaldare invertendo il ciclo di funzionamento.

Un'ulteriore distinzione è quella relativa alla loro alimentazione e al loro funzionamento. Sotto questo punto di vista, ci sono due grandi famiglie:

* condizionatori d'aria on-off
* condizionatori d'aria ad inverter.

La tecnologia dei condizionatori on-off è molto semplice, (costa meno) ed ha un consumo elevato, perché quando si accende va subito alla massima potenza a prescindere da quanta ne serva effettivamente. I condizionatori ad inverter invece hanno una tecnologia detta "modulante": ovvero durante il loro funzionamento, diminuisce la potenza necessaria in funzione del raffreddamento ottenuto man mano fino ad arrivare al minimo necessario al mantenimento della temperatura impostata, con un notevole risparmio energetico.

Se il condizionatore viene fatto funzionare per molte ore (per esempio di notte) è economicamente conveniente il modello inverter, in caso contrario il maggior costo rispetto al modello on-off non viene ammortizzato, poiché la funzione modulante interviene dopo almeno 2-3 ore dalla prima accensione.[senza fonte]

I condizionatori sono vincolati dalle norme europee sul risparmio energetico e debbono essere classificati dal costruttore secondo la classe di consumo energetico. Le classi di consumo energetico sono:

* A: ottimo
* B: buono
* C: medio
* D: mediocre
* E: basso
* F: molto basso
* G: pessimo.

Le classi più alte (A-B) solitamente sono con tecnologia inverter, un condizionatore on-off può essere incluso nella classe A (o sottostanti) nel caso risulti consumare quanto il tipo di elettrodomestico (in questo caso il condizionatore) di una stessa classe, con tecnologia inverter oppure no. Spesso i condizionatori con tecnologia on-off non vanno oltre la classe C.

La direttiva della Comunità Europea è la n. 94/2/CE del 21 gennaio 1994 e al Decreto 12 aprile 1998 del Ministero dell'Industria e Commercio.

La potenza di un condizionatore si misura in BTU/h o frigorie/h.

Non esistono leggi nazionali che vietino l'installazione a parete sulle facciate dei palazzi per quanto alcuni articoli del codice civile nella parte dei condomini si presti a delle interpretazioni. Di fatto la legge 10/91 e il DPR 412 di fatto indicano e consigliano l'uso di macchine a pompa di calore.
Il problema nasce sotto il profilo estetico, molti comuni emanano dei regolamenti, per certe vie di pregio, per evitare la vista delle unità esterne che risultano invasive e poco gradevoli.
Anche i condomini possono emanare dei regolamenti condominiali, deliberati in assemblea, che vietano l'installazione delle unità esterne per motivi estetici. L'argomento è controverso in quanto spesso un bene collettivo (la bellezza del palazzo) si scontra con un beneficio privato (la climatizzazione dell'unità abitativa). Il vincolo, spesso è superato, se la persona ha necessità del condizionamento per motivi di salute, con un certificato medico si evita il regolamento condominiale ma non senza problemi. Nell'ipotesi peggiore, si montano i climatizzatori senza unità esterna.

Nonostante l'ignoranza imperante nel settore queste macchine rientrano sotto la Legge 10/91 e le relative conseguenze della relazione tecnica prevista da tale legge.

Ricadono anche sotto il DM 37/08 (ex Legge 46/90) in quanto hanno dei collegamenti elettrici ed utilizzano gas di varie tipologie.

Va specificato (per i condizionatori destinati per l'ambiente civile) che ricade solo il collegamento relativo alla potenza elettrica per l'alimentazione del condizionatore con l'impianto elettrico di casa. Il collegamento tra le due macchine (sia idraulico che elettrico) non ricade nella legge perché la normativa europea ritiene l'insieme delle due macchine (interna + esterna) un solo componente quindi come se fosse un solo elettrodomestico.

Le norme tecniche di riferimento principali sono:

* UNI EN 378-1 : "Impianti di refrigerazione e pompe di calore" - REQUISITI DI SICUREZZA ED AMBIENTALI - Requisiti di base, definizioni, classificazione e criteri di selezione.
* UNI EN 378-2 : "Impianti di refrigerazione e pompe di calore" - REQUISITI DI SICUREZZA ED AMBIENTALI - Progettazione, costruzione, prove marcatura e documentazione.
* UNI EN 378-3 : "Impianti di refrigerazione e pompe di calore" - REQUISITI DI SICUREZZA ED AMBIENTALI - Installazione in sito e protezione delle persone.
* UNI EN 378-4 : "Impianti di refrigerazione e pompe di calore" - REQUISITI DI SICUREZZA ED AMBIENTALI - Esercizio, manutenzione, riparazione e utilizzo.
* CEI norma 64-8/7 (Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V ca e a 1500 V cc - Ambienti ed applicazioni particolari)

Altri articoli...